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Da: Il Cittadino 7 giugno - pag. 10 PDF Stampa E-mail
Salute - Inquinamento
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L’Arpa ha prelevato campioni e la Forestale ha aperto un’inchiesta; nelle stesse ore c’era chi pescava di frodo nel fiume
Nuovi veleni nel Lambro, strage di animali

A Melegnano piccioni e pesci morti e un odore nauseabondo

 

Piccioni e pesci morti nel Lambro, a Melegnano scatta l’allarme. Asl e Arpa indagano per far luce sulla misteriosa vicenda. Il “giallo” è scoppiato sabato attorno alle 9.30 quando Lorenzo Bernardi, esponente cittadino della Lega Nord, ha segnalato alla polizia locale la presenza degli animali morti nel fiume in prossimità del ponte di via Frisi in centro città. «Si tratta per la maggior parte di piccioni, ma ci sono anche delle carpe e addirittura una tartaruga - ha spiegato Bernardi -. In tutto stiamo parlando di una trentina di animali, che si trovano in Borgo all’altezza del passaggio ciclopedonale tra via Dezza e la Broggi». Le carcasse degli animali che galleggiavano sul Lambro hanno provocato una puzza nauseabonda, che era fortemente avvertita da quanti transitavano lungo il passaggio ciclopedonale. Dopo l’allarme lanciato da Bernardi, sul posto si sono precipitati gli agenti della polizia locale, che hanno convocato gli enti competenti in questo tipo di situazioni. In via Dezza sono accorsi gli agenti del corpo forestale dello Stato, i vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile, che proprio a quell’ora nel castello Mediceo di Melegnano erano impegnati nei festeggiamenti per i 25 anni del gruppo locale e per i primi 10 anni del Com 20 (il servizio intercomunale di protezione civile). Le indagini sono state affidate alla Forestale, i cui agenti hanno raccolto una serie di elementi utili all’attività investigativa. Restano in particolare da accertare le cause della morìa, che ha interessato un’area ben definita del Lambro. Attorno alla zona dove galleggiavano le carcasse dei pesci e dei piccioni, infatti, gli altri animali nuotavano tranquillamente senza alcun tipo di problema. Per far luce sulla misteriosa vicenda, quindi, gli agenti del corpo forestale dello Stato hanno convocato in città i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che hanno prelevato l’acqua del Lambro nell’area dove è avvenuta la morìa. «Nei prossimi giorni - hanno fatto sapere i tecnici dell’Arpa - procederemo a una serie di analisi». Sono state poi recuperate le carcasse di un piccione e di un pesce, che sono state affidate al servizio veterinario dell’Asl. «Lunedì invieremo i reperti all’istituto zooprofilattico di Milano - hanno annunciato dall’Asl -, che chiarirà le cause della morte». Sul posto sono sopraggiunti l’assessore all’ambiente Lorenzo Pontiggia, quello alle politiche sociali Fabio Raimondo e il sindaco Vito Bellomo, che prima di pronunciarsi attende di conoscere i risultati delle analisi. «Ad ogni modo - ha incalzato Bernardi -, esortiamo alla chiusura immediata dello scolmatore che scarica nel fiume proprio dove sono stati rinvenuti gli animali morti». Sabato mattina in piena emergenza Lambro, intanto, è stata segnalata la presenza di cinque individui che in zona Montorfano pescavano di frodo nel fiume. Stefano Cornalba

 
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