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I giorni della merla a Lodi vengono festeggiati da cori che, posti sulle rive opposte dell'Adda, si chiamano e rispondono, la strofa iniziale di questo botta e risposta dice:
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« tra la ruca in mez a l'era, se ghe nigul se insirena (butta la rocca in mezzo all'aia, se è nuvolo verrà il sereno) » la canzone dedicata è La merla registrata dal gruppo dei Baraban. |
Baraban, gruppo storico della scena folk italiana, è unanimemente considerato una delle più qualificate band di musica popolare italiana. Barabàn nasce a Milano nel 1982 per iniziativa di quattro fra i più attivi musicisti e ricercatori dell'Italia settentrionale: Vincenzo Caglioti, Aurelio Citelli, Giuliano Grasso e Guido Montaldo. Gruppo fra i più rappresentativi della scena folk italiana, apprezzato in Europa e America, Barabàn ha sviluppato un percorso che rivisita la tradizione musicale del nord Italia con un linguaggio e una sensibilità contemporanea. Accurati raccoglitori, i musicisti di Barabàn hanno sviluppato un’originale sintesi tra modelli della tradizione e gusto contemporaneo. Continua è la ricerca di un equilibrio tra la memoria, i linguaggi e le tematiche del presente.
L’ensemble mescola melodie, lingue, ritmi e sonorità dell’Italia settentrionale, polifonie della pianura Padana, liriche contemporanee, canti arcaici dell’Appennino, musiche swing e dal sapore yiddish. Da sempre attento alle tematiche sociali e civili, più recentemente Barabàn si è dedicato all’interpretazione di brani composti da discendenti di immigrati italiani in Sud America e alla creazione di una nuova musica sperimentando l’incontro tra le liriche di scrittori contemporanei (Loi, Biamonti) e proprie composizioni in cui gli stili e le sonorità della musica di tradizione si aprono alla contaminazione multietnica.
Ricchissima la tavolozza sonora del gruppo il cui sound coniuga le timbriche degli strumenti popolari del nord Italia come:piffero, müsa, ghironda, organetto diatonico, violino, flauti, cetre alle sonorità degli strumenti extra-europei e a quelle digitali.
Particolare attenzione ha dimostrato per il repertorio e gli strumenti delle Quattro province, riproponendo brani di tradizione e reintroducendo l'uso della müsa (strumento che era pressoché scomparso). Alcuni membri del gruppo partecipano all'esperienza di "Musiche selvagge" ensemble dedito alla riproposta e alla valorizzazione del patrimonio musicale delle Terre alte appenniniche.
Nel 1995 il gruppo ha partecipato al progetto Canti randagi. Canzoni di Fabrizio De André riproponendo Canzone del maggio.
Barabàn ha allestito numerosi spettacoli tematici, alcuni dei quali a carattere multimediale, che rappresenta talvolta avvalendosi della collaborazione di qualificati musicisti e interpreti.
Dal 2000 rappresenta in teatri e piazze italiani lo spettacolo Venti5 d'Aprile, sul tema della Resistenza. Dal 2006 rappresenta il concerto L’anello forte. La donna nei canti, dalla tradizione popolare a De André, dedicato al mondo della donna. Nel 2007 ha allestito lo spettacolo Voci di trincea. Echi della Grande guerra che racconta il Primo conflitto mondiale attraverso canti, immagini e testimonianze. Nel 2008 ha rappresentato per la prima volta Grami gente. Musiche, voci e visioni dalle terre del Po, performance multimediale sulla cultura, le storie, l’ambiente, il lavoro e le genti delle regioni del Po.
Nel 2009 ha partecipato a "Canti randagi.2", rappresentato a Faenza, riproponendo la canzone di De André Fiume Sand Creek in una versione multilingue che mescola il dialetto della bassa milanese all'arabo, all'esperanto e all'albanese. Nello stesso anno ha allestito gli spettacoli AlpMusic, dedicato ai riti, storie e tradizioni dell’arco alpino, e Cantico di Natale, un mix di canti e musiche natalizie della tradizione popolare europea.
Nel gennaio del 2010 presenta la "prima" di Il violino di Auschwitz, nuovo spettacolo multimediale dedicato alla Giornata della Memoria.
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