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Mescolare tutti gli ingredienti.Foderare uno stampo da plumcake con la pancetta a fette sottili e riempire con la farcia e coprire ancora con la pancetta. Passare in forno a 200°per circa 1 ora.
Ingredianti: - Fegatini di coniglio - 500 gr. - Pasta di salsiccia fresca - 300 gr. - uova - 2 - Brandy - q.b. - pancetta - 200 gr. - maggiorana fresca - q.b. - alloro - 2 - aglio a spicchi - 1- sale - pepe - prugne secche - 5 - ricotta fresca - 125 gr.
Mangiare tiepido accompagnato con verdure lessate o al vapore; ad es. broccoli.
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Preriscaldate il forno a 200 gradi. Lavate, asciugate e spezzettate la rucola. Ungete i piatti (che possono andare in forno) e disponetevi la carne, possibilmente in un solo strato accavallando le fette il meno possibile. Emulsionate l'olio con il sale, il pepe e il succo di limone. Versate il condimento sulla carne e mettete in forno per qualche minuto. Prima di servire, guarnite con rucola e scaglie di Grana Lodigiano (Raspadura) disponendole al centro dei piatti. Avvertite i commensali della temperatura del piatto! 
- carne di vitello a fette sottili - 600 gr - insalata rucola - 2 mazzetti - formaggio Granone Lodigiano a lamelle - 250 gr - olio d'oliva - 8 cucchiai - limone - 1 - sale e pepe - q.b.
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Questa varietà di formaggio può essere considerata il capostipite dei grana. Vasta è la letteratura a riguardo (molte le testimonianze nel Medio Evo) dove emerge la primogenitura rispetto agli altri formaggi grana. Oggi conosciuto come Tipico Lodigiano è noto come il grana con la goccia per le lacrime di siero che permangono anche dopo mesi di stagionatura, ha rischiato di scomparire dal panorama caseario lombardo e nazionale. E' grazie alla volontà di quattro amici, e titolari di altrettanti caseifici, che il grana lodigiano da pochissimi anni è uscito dalla memoria per riaffacciarsi sul mercato. Per far ciò i quattro amici hanno stilato un disciplinare e deciso un marchio da incidere sulla crosta: il quadrifoglio, così diffuso nei prati lodigiani. La produzione del "Tipico Lodigiano" in questa giovane provincia lombarda, raggiunge solo il 10% della produzione della cooperativa (il resto della produzione è Grana Padano), ma i quattro auspicano di aumentare la produzione attraverso la conoscenza e l'apprezzamento di questo antico formaggio da parte dei consumatori più attenti. Troviamo nella tradizione gastronomica lodigiana un particolare uso di questo formaggio: la raspadura. Sono sottilissime lamine, foglie di formaggio molto giovane, tagliate, anzi raschiate sulla superficie della forma con un particolare coltello, in modo da ottenere dei nastri lunghi e soffici che si arricciano su se stessi.
Abbinamenti: Noci, funghi, polenta. Maturo, per i consueti abbinamenti ed usi; raspadura, servito come antipasto, liscio o accompagnato da salumi; su risotti o polenta; sul carpaccio o con burro morbido e noci.
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Le origini di questo risotto tipico della gastronomia lodigiana si perdono nelle nebbie del 600, ma sembrano provenire dalla Spagna. La ricetta più tradizionale è stata cosi codificata dai gastronomi lodigiani nel XVIII secolo.
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