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Cuccia dolce di Santa Lucia PDF Stampa E-mail
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satalucia2Ingredienti
Grano - Zucchero - Ricotta - Cannella - Cioccolato fondente
PreparazioneMettere a bagno il grano per tre giorni. Cuocerlo a fuoco lento.
Una volta cotto, condirlo con lo zucchero, la ricotta mantecata e la cannella. Si rimette la zuppa sul fuoco per un quarto d’ora, mescolandola continuamente. Fuori dal fuoco, aggiungere il cioccolato in pezzetti.
La zuppa di Santa Lucia si serve in coppette individuali.

da: http://www.taccuinistorici.it/ita/ricette/contemporanea/edessert/Cuccia-dolce-di-Santa-Lucia.html

 
Terrina di fegatini saporiti PDF Stampa E-mail
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Mescolare tutti gli ingredienti.Foderare uno stampo da plumcake con la pancetta a fette sottili e riempire con la farcia e coprire ancora con la pancetta. Passare in forno a 200°per circa 1 ora.

Ingredianti:
- Fegatini di coniglio - 500 gr.
- Pasta di salsiccia fresca - 300 gr.
- uova - 2
- Brandy - q.b.
- pancetta - 200 gr.
- maggiorana fresca - q.b.
- alloro - 2
- aglio a spicchi - 1
- sale
- pepe
- prugne secche - 5
- ricotta fresca - 125 gr.

Mangiare tiepido accompagnato con verdure lessate o al vapore; ad es. broccoli.

 
Carpaccio caldo alla rucola PDF Stampa E-mail
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Preriscaldate il forno a 200 gradi. Lavate, asciugate e spezzettate la rucola. Ungete i piatti (che possono andare in forno) e disponetevi la carne, possibilmente in un solo strato accavallando le fette il meno possibile. Emulsionate l'olio con il sale, il pepe e il succo di limone. Versate il condimento sulla carne e mettete in forno per qualche minuto. Prima di servire, guarnite con rucola e scaglie di Grana Lodigiano (Raspadura) disponendole al centro dei piatti.
Avvertite i commensali della temperatura del piatto! Wink

- carne di vitello a fette sottili - 600 gr
- insalata rucola - 2 mazzetti
- formaggio Granone Lodigiano a lamelle - 250 gr
- olio d'oliva - 8 cucchiai
- limone - 1
- sale e pepe - q.b.

 
Granone Lodigiano e Raspadura PDF Stampa E-mail
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Questa varietà di formaggio può essere considerata il capostipite dei grana. Vasta è la letteratura a riguardo (molte le testimonianze nel Medio Evo) dove emerge la primogenitura rispetto agli altri formaggi grana. Oggi conosciuto come Tipico Lodigiano è noto come il grana con la goccia per le lacrime di siero che permangono anche dopo mesi di stagionatura, ha rischiato di scomparire dal panorama caseario lombardo e nazionale.
E' grazie alla volontà di quattro amici, e titolari di altrettanti caseifici, che il grana lodigiano da pochissimi anni è uscito dalla memoria per riaffacciarsi sul mercato. Per far ciò i quattro amici hanno stilato un disciplinare e deciso un marchio da incidere sulla crosta: il quadrifoglio, così diffuso nei prati lodigiani.
La produzione del "Tipico Lodigiano" in questa giovane provincia lombarda, raggiunge solo il 10% della produzione della cooperativa (il resto della produzione è Grana Padano), ma i quattro auspicano di aumentare la produzione attraverso la conoscenza e l'apprezzamento di questo antico formaggio da parte dei consumatori più attenti.
Troviamo nella tradizione gastronomica lodigiana un particolare uso di questo formaggio: la raspadura. Sono sottilissime lamine, foglie di formaggio molto giovane, tagliate, anzi raschiate sulla superficie della forma con un particolare coltello, in modo da ottenere dei nastri lunghi e soffici che si arricciano su se stessi.

Abbinamenti:
Noci, funghi, polenta.
Maturo, per i consueti abbinamenti ed usi;
raspadura, servito come antipasto, liscio o accompagnato da salumi;
su risotti o polenta;
sul carpaccio o con burro morbido e noci.

 
Curiosità... PDF Stampa E-mail
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Le origini di questo risotto tipico della gastronomia lodigiana si perdono nelle nebbie del 600, ma sembrano provenire dalla Spagna. La ricetta più tradizionale è stata cosi codificata dai gastronomi lodigiani nel XVIII secolo.
 
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