INFLUENZA A PIÙ INFORMAZIONE E MENO CONFUSIONE PDF Stampa E-mail
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L'influenza A da questa settimana è una realtà con cui si sono trovati a fare i conti molti lombardi. Tra confusione e paura, tutti hanno cominciato a muoversi alla ricerca di informazioni chiare.
E difficilmente le hanno trovate.
Il sistema sanitario regionale, preso d'assalto da richieste e da code, ha mostrato alcune falle cui è opportuno mettere subito mano per evitare situazioni di disagio ai cittadini.
Primo: garantire l'accesso al vaccino alle categorie a rischio in tempi utili, dato che le dosi ci sono e il problema pare essere piuttosto una razionalizzazione della distribuzione.
Per rispondere alle sollecitazioni e alle richieste continue di questi giorni in cui il numero dei contagi è raddoppiato rispetto alla settimana scorsa, i consiglieri del Pd hanno presentato un'interrogazione urgente con risposta immediata che sarà presentata in Aula martedì prossimo.
"Abbiamo chiesto all'Assessore - ha spiegato Ardemia Oriani - di fare luce sulle criticità e assicurarci che in Regione Lombardia sia garantito, a tutte le categorie che ne hanno diritto, l'accesso al vaccino in tempi utili".
Considerato che la Lombardia è la seconda regione più colpita d'Italia dall'influenza A, con un totale di 2905 casi nell'ultima settimana (passando dai 6 casi su mille assistiti della scorsa settimana ai 13 casi di oggi) e che, ad oggi, sono stati effettuati solo 20mila vaccini, si sta generando una situazione di grande confusione che non permette a chi ne ha diritto (i pazienti con patologie croniche, le donne in gravidanza, i nati prematuri e poi i bambini) di ricevere una puntuale informazione e tanto meno di accedere al vaccino senza fare lunghe ed estenuanti code fuori dagli ambulatori. I 15 numeri telefonici diffusi per informazioni e prenotazioni hanno una disponibilità oraria generalmente ridotta (in media 5 ore al giorno) e di conseguenza risultano perennemente occupati, rendendo difficile il contatto.
"I punti deboli del piano d'intervento messo in atto nella nostra Regione - ha puntualizzato Oriani - sono un canale informativo non efficiente e diseguale sul territorio e la difficoltà dell'utenza a rischio ad accedere ai servizi. E' necessario estendere la fascia oraria dei call center preposti a dare informazioni e garantire in tutti i punti appositi una risposta adeguata all'effettivo bisogno dell'utenza"
 

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