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La domanda per ottenere il Buono va presentata presso gli sportelli territoriali attivati a livello distrettuale nelle Asl dal 15 febbraio al 5 marzo 2010.
da Il Giornale: REGIONE, BUONO FAMIGLIA DA 1.300 EURO PER NUCLEI BISOGNOSI
"Regione Lombardia mette a disposizione della famiglie lombarde un pacchetto di interventi del valore di 27 milioni; un aiuto alle famiglie in difficolt per affrontare la difficile situazione economica del momento. La famiglia, che un bene in s e perci un bene per tutti, da salvaguardare e proteggere, infatti il vero soggetto debole della societ contemporanea". Lo ha detto il presidente della regione Roberto Formigoni presentando alla stampa il pacchetto di interventi, in una conferenza stampa al Palazzo Pirelli, cui hanno partecipato i vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil (Elena Lattuada, Gigi Petteni e Walter Galbusera) e i segretari dei sindacati pensionati. Dei 27 milioni messi, a disposizione della famiglia, 17 milioni sono per il "Buono famiglia 2010" per nuclei disagiati; 7 milioni per progetti di sostegno delle responsabilit familiari e di contrasto al disagio adolescenziale e all'abbandono scolastico e 3 milioni per realizzare progetti di "aiuto alla vita", destinati a sostenere le madri in difficolt, durante la gravidanza e fino al primo anno di vita del bambino. Prosegue anche quest'anno, con nuove caratteristiche, l'erogazione del "Buono famiglia", avviata lo scorso anno. "In particolare, per il corrente anno, le caratteristiche dell'intervento - ha voluto precisare l'assessore regionale alla famiglia e solidariet sociale Giulio Boscagli - sono il frutto di un proficuo confronto tra il mio assessorato e i sindacati Cgil, Cisl e Uil, regionali e di categoria. L'esito di questo confronto stata la stesura di un Accordo, che ho sottoscritto con loro, insieme al presidente Formigoni, che contiene gli obiettivi condivisi tra le parti e presenta alle famiglie lombarde i nuovi requisiti per poter ottenere il contributo".
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I giorni della merla a Lodi vengono festeggiati da cori che, posti sulle rive opposte dell'Adda, si chiamano e rispondono, la strofa iniziale di questo botta e risposta dice:
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« tra la ruca in mez a l'era, se ghe nigul se insirena (butta la rocca in mezzo all'aia, se è nuvolo verrà il sereno) » la canzone dedicata è La merla registrata dal gruppo dei Baraban. |
Baraban, gruppo storico della scena folk italiana, è unanimemente considerato una delle più qualificate band di musica popolare italiana. Barabàn nasce a Milano nel 1982 per iniziativa di quattro fra i più attivi musicisti e ricercatori dell'Italia settentrionale: Vincenzo Caglioti, Aurelio Citelli, Giuliano Grasso e Guido Montaldo. Gruppo fra i più rappresentativi della scena folk italiana, apprezzato in Europa e America, Barabàn ha sviluppato un percorso che rivisita la tradizione musicale del nord Italia con un linguaggio e una sensibilità contemporanea. Accurati raccoglitori, i musicisti di Barabàn hanno sviluppato un’originale sintesi tra modelli della tradizione e gusto contemporaneo. Continua è la ricerca di un equilibrio tra la memoria, i linguaggi e le tematiche del presente.
L’ensemble mescola melodie, lingue, ritmi e sonorità dell’Italia settentrionale, polifonie della pianura Padana, liriche contemporanee, canti arcaici dell’Appennino, musiche swing e dal sapore yiddish. Da sempre attento alle tematiche sociali e civili, più recentemente Barabàn si è dedicato all’interpretazione di brani composti da discendenti di immigrati italiani in Sud America e alla creazione di una nuova musica sperimentando l’incontro tra le liriche di scrittori contemporanei (Loi, Biamonti) e proprie composizioni in cui gli stili e le sonorità della musica di tradizione si aprono alla contaminazione multietnica.
Ricchissima la tavolozza sonora del gruppo il cui sound coniuga le timbriche degli strumenti popolari del nord Italia come:piffero, müsa, ghironda, organetto diatonico, violino, flauti, cetre alle sonorità degli strumenti extra-europei e a quelle digitali.
Particolare attenzione ha dimostrato per il repertorio e gli strumenti delle Quattro province, riproponendo brani di tradizione e reintroducendo l'uso della müsa (strumento che era pressoché scomparso). Alcuni membri del gruppo partecipano all'esperienza di "Musiche selvagge" ensemble dedito alla riproposta e alla valorizzazione del patrimonio musicale delle Terre alte appenniniche.
Nel 1995 il gruppo ha partecipato al progetto Canti randagi. Canzoni di Fabrizio De André riproponendo Canzone del maggio.
Barabàn ha allestito numerosi spettacoli tematici, alcuni dei quali a carattere multimediale, che rappresenta talvolta avvalendosi della collaborazione di qualificati musicisti e interpreti.
Dal 2000 rappresenta in teatri e piazze italiani lo spettacolo Venti5 d'Aprile, sul tema della Resistenza. Dal 2006 rappresenta il concerto L’anello forte. La donna nei canti, dalla tradizione popolare a De André, dedicato al mondo della donna. Nel 2007 ha allestito lo spettacolo Voci di trincea. Echi della Grande guerra che racconta il Primo conflitto mondiale attraverso canti, immagini e testimonianze. Nel 2008 ha rappresentato per la prima volta Grami gente. Musiche, voci e visioni dalle terre del Po, performance multimediale sulla cultura, le storie, l’ambiente, il lavoro e le genti delle regioni del Po.
Nel 2009 ha partecipato a "Canti randagi.2", rappresentato a Faenza, riproponendo la canzone di De André Fiume Sand Creek in una versione multilingue che mescola il dialetto della bassa milanese all'arabo, all'esperanto e all'albanese. Nello stesso anno ha allestito gli spettacoli AlpMusic, dedicato ai riti, storie e tradizioni dell’arco alpino, e Cantico di Natale, un mix di canti e musiche natalizie della tradizione popolare europea.
Nel gennaio del 2010 presenta la "prima" di Il violino di Auschwitz, nuovo spettacolo multimediale dedicato alla Giornata della Memoria.
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Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine.
Da quel giorno tutti i merli furono neri.
Secondo una versione più elaborata della leggenda una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino, e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì, salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.
Come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità, anche in questa versione possiamo trovarne un po', infatti nelcalendario romano il mese di gennaio aveva solo 29 giorni, che probabilmente con il passare degli anni e del tramandarsi oralmente si tramutarono in 31. Sempre secondo la leggenda, se i Giorni della Merla sono freddi, la Primavera sarà bella, se sono caldi la Primavera arriverà in ritardo.
Per quanto la leggenda parli di una merla, nella realtà questi uccelli presentano un forte dimorfismo sessuale nella livrea, che è bruna - becco incluso - nelle femmine, mentre è nera brillante - con becco giallo-arancione - nel maschio.
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BUONI VACANZA
Vi informiamo che dal 20 gennaio prossimo, anche nel nostro Paese, l’avvio dell'esperienza del sistema dei “buoni vacanza”, riservata ai cittadini italiani, permetterà, a chi ha bassi redditi, di fare qualche giorno di vacanza, nei periodi di bassa stagione. Tutto questo come previsto dal decreto dell'ottobre 2008 di attuazione della legge quadro sul turismo (L.135 del 2001). Un provvedimento che ha al centro un'attenzione particolare per il turismo sociale e parte dalla constatazione, tra l'altro, che molti cittadini (più del 50%) sono esclusi dalle vacanze e che è dovere favorire l’accesso alle vacanze per tutti. In sostanza si tratta di un contributo da 250 a 500 euro, a seconda del reddito e numero di figli e riguarderà circa 20 mila famiglie. Il tutto su domanda dell'interessato e per il quale ci auspichiamo siano garantiti sistemi di garanzia e di trasparenza per l'accesso ai buoni stessi.
Per questa prima fase, l'esperienza si avvale di un contributo dello Stato relativamente modesto (5 milioni di euro), già accantonato da precedenti Governi, attivato dalla Finanziaria 2008 del Governo Prodi e dal successivo decreto attuativo dell'attuale Ministro del Turismo. Inoltre, cinque mesi fa, il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo ha assegnato, tramite convenzione triennale, la gestione dell'iniziativa a Buoni Vacanze, associazione non profit, partecipata al 50% da FITus RETI e per il 50% dalle rappresentanze delle imprese turistiche di Confindustria, Confcommercio e Confesercenti che gestisce l’operazione. Le strutture ricettive (alberghi, campeggi, bed and breakfast e ostelli) comprese nella convenzione sono numerose e dislocate su tutto il territorio.
Cos'è il “buono vacanza” e come utilizzarlo. Il “buono vacanza” è un titolo di pagamento che può avere un valore di 5 o 20 euro ed è spendibile nelle aziende turistiche o di servizio, riportate nella “Guida buoni vacanze”. Si può consultare il sito www.buonivacanze.it, rivolgersi alle sedi sindacali e FITEL e avere tutte le informazioni necessarie. I voucher valgono fino al 30 giugno 2010. Le domande per ottenere il contributo potranno essere presentate dal 20 gennaio. Il criterio d’assegnazione si basa sulla priorità cronologica e il reddito. Inoltre, i buoni non potranno essere spesi nel comune di residenza e all’estero e non danno diritto a ricevere somme di denaro.
Qualche esempio prendendo due tipologie: una persona con reddito da 0 a 10mila euro lordi e un nucleo familiare di 4, il cui reddito va da 30 a 35mila euro. La prima può usufruire di una spesa massima di 500 euro e di questa cifra, 275 euro sono a suo carico, mentre 225 (45%) dello Stato. Il secondo ha invece una spesa massima di 1.230 euro, di cui 984 a proprio carico e 246 (20%) a carico dello Stato.
Evoluzione del progetto “Buoni Vacanze” come già informato in merito alle varie fasi di sviluppo dello stesso, consapevoli come siamo che senza il coinvolgimento delle Confederazioni Sindacali non sarà possibile raggiungere i risultati auspicati d'indubbio interesse dei lavoratori, pensionati e cittadini a basso reddito, sarà nostra cura dare seguito al confronto confederale e categoriale che consenta di analizzare e valutare termini e problematiche ed eventuale ruolo politico, costruttivo e operativo che vorremo assumere come sindacato.
Infine vi informiamo che nel confronto con FITEL stiamo cercando di definire uno strumento che garantisca trasparenza a tutto il percorso che seguirà la presentazione delle domande. |
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Una ricerca che riflette sul futuro del nostro lodigiano.
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